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Il Giornale di Vicenza
Sabato 14 dicembre 2013 di Matteo Marcolin

Teatro. Rappresentazione teatrale sotto la regia di Francesco Picheo
Uno strano albergo
Al Palasport di Torri di Quartesolo è di scena la COMPAGNIA ARCADIA

Uno strano “ albergo “ ospita esistenze senza più sogni.

La sfida del regista Picheo : sorridere su un tema delicato come le instabilità mentali

Si può sorridere trattando un tema delicato come le piccole e grandi instabilità mentali che caratterizzano la vita quotidiana di molte persone? E' questa la sfida raccolta quest'anno dalla Compagnia Arcadia di Torri di Quartesolo , pronta a debuttare stasera alle 21 al palasport Ceroni con lo spettacolo : “ Uno Strano Albergo “, testo di Aldo Lo Castro riadattato dal regista Franco Picheo. Questo albergo , infatti , è in realtà una casa di cura dove si ritrovano a convivere alcune donne che si sono spinte un po' oltre nel sottile equilibrio tra fantasia e follia che a volte caratterizza l'animo femminile.

Donne logorate dalla vita che ha reso impossibili i loro sogni , mettendone a dura prova la sensibilità. Ora , riunite nel salotto di questo “ albergo “ , le simpatiche ospiti sono portate a confrontarsi e interagire , a volte con allegria travolgente , altre con rabbia e sconforto , cercando di riaffermare la loro identità più profonda per riannodare i fili con il mondo reale che le attende fuori dalla casa di cura. E' il caso di Eleonora , che nei suoi racconti descrive truculenti omicidi passionali ; di Adele , autrice ed attrice teatrale in perenne ansia per una “ prima “ che non avrà mai luogo; di Federica , combattuta dal demone dell'anoressia.

A loro si aggiunge l'inconsapevole e briosa Ornella , convinta dalla premurosa figlia Carlina a prendersi un periodo per rilassarsi : la figlia spera che i medici della casa di cura possano rimediare ai preoccupanti segni di demenza accusati dalla madre , lasciandola però nell'illusione di essere ospite di un hotel prestigioso , con tanto di piscina. Il problema è che , a furia di star coi matti , matti ci si diventa. O almeno questo è quel che viene da pensare seguendo le strampalate divagazioni del Professor Princivalli , psichiatra a dir poco stralunato , o gustandosi i divertenti battibecchi tra l'eccentrico direttore dell'istituto , Isaia , e il giardiniere balbuziente e maldestro , Zazà. Non sono da meno l'infermiera Amalia , la segretaria Lucrezia e la solerte suor Clara , con padella e perette sempre pronte all'uso...

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